Una rubrica nata dalla collaborazione tra Planet earth 1994 e gli amici di Radio Blast programma radiofonico e podcast dedicato a punk rock, hardcore, garage, ska e alternative in onda sulle frequenze di Radio Onde Furlane. I Dj di Radio Blast che rispondono ai nomi di Mike Panic e Vok’n roll consigliano e mettono on air le più interessanti uscite discografiche condendole con del sano sarcasmo e umorismo friulano. Facendo quattro chiacchiere abbiamo partorito l’idea di unire le forze per registrare delle puntate “Best of…” a cadenza casuale da accompagnare ad un articolo con le informazioni dei dischi e delle band trasmesse. Il risultato quindi è una puntata da ascoltare su Radio Onde Furlane, un podcast da riascoltare su Spotify o Spreaker e una rubrica da leggere, in questo caso a pezzi, cioè un articolo per ognuno dei collaboratori, si parte con Mike Panic.
BEST OF 2025 di Mike Panic ecco i TOP 5
MELVIC CENTRE “Trawler” (Evil Tone Records, Brassneck Records)
Secondo album per questo gruppo rivelazione direttamente dal New South Wales in Australia. Il perfetto mix tra punk melodico anni 90 e il college rock di quegli anni. Pensate ad un bel frullato dove si mischiano The Lemonheads, Big Drill Car, Smudge, Mega City Four, Samiam e tutto quel filone li. Catchy, onesto, praticamente punk rock melodico suonato col cuore.
SECRET WORLD “Tomorrow Is A Mystery To Me” (Last Ride Records, Sunday Drive Records, Ice Grills)
Rimaniamo in Australia, sempre nel NSW ma con coordinate musicali diverse. I Secret World pubblicano il loro secondo ep consolidando quanto fatto intravedere di buono nelle uscite precedenti. A cavallo tra hardcore, alternative e post hardcore, questo gruppo composto da gente di Speed, Trophy Eyes e Downside ha in mano un futuro roseo se si mantiene a questi livelli. Aspettando un full length nel mentre questo ep va in loop.
RITUAL “Songs For The Haunted” (Through Love Records)
Intorno al 2010 i tedeschi Ritual erano uno dei gruppi più interessanti in ambito europeo con il loro hardcore abrasivo a forti tinte rock, con una discreta produzione tra album ed ep fino ad arrivare ad una pausa indefinita iniziata nel 2012. Tornano fuori quasi a sorpresa con un songwriting più maturo e perché no anche un po’ melodico, un ritorno che nessuno che si aspettava ma accolto a braccia e orecchie aperte.
NOPE “Done Grieving” (I Buy Records, Rad Girlfriend Records, Engineer Records)
C’è anche un po’ d’Italia nella mia ennesima top 5. NOPE sono un supergruppo con gente di I Like Allie, Low Derive e Teenage Gluesniffers. Mischiano punk, hardcore, alternative e emo in una miscela davvero esplosiva. Vorrei poter dir di più ma sono un gruppo davvero giovane, quindi non mi resta che indirizzarvi all’ascolto dell’album e dei loro gruppi di provenienza.
HEART ATTACK MAN “Joyride The Pale Horse” (Many Hats Distribution)
Uno dei dischi che ho più amato nella prima metà del 2025. Il quarto album dei Heart Attack Man è un ibrido micidiale di punk, alternative rock e emo, catchy al punto giusto e con un gusto particolare per testi e video. Uno di quei dischi che ti entra in testa e non ne esce più, sintomo che l’album funziona davvero bene.
…ED ALTRE 5 SCELTE PER MIKE PANIC…
THRICE “Horizons/West” (Epitaph Records)
Direi che è da un pezzo che i Thrice non sono più quel gruppo punk melodico con smetallarate come nei primi album. Ma la classe rimane altissima e dopo anni di sperimentazioni hanno sicuramente trovato la quadra in questo ibrido di alternative rock e post hardcore che suona fresco, convincente senza lasciarti quella sensazione di già sentito. E dopo oltre 20 anni di carriera è un traguardo non da poco!
GLITTERER “erer” (Purple Circle Records)
Nato come progetto solista di Ned Russin dei Title Fight uscita dopo uscita è confluito in un vero e proprio gruppo. Giunti al loro quarto lavoro, il quartetto trova decisamente la quadra con un album che fila via liscio. Alternative rock? Punk? Emo? Chissenefrega, il disco spacca e questo basta e avanza. Magari in molti non riempirà il vuoto lasciato dai Title Fight, ma personalmente sentire la voce di Ned fa sempre bene.
THE HIVES “The Hives Forever, Forever The Hives” (Pias Recordings)
Un gruppo che non ha bisogno di presentazioni visto la loro caratura storica. Gli ultimi lavori loro mi avevano lasciato un po’ indifferente, con questo invece hanno riavuto tutta la mia attenzione: fresco, ruspante, dannatamente rock come solo loro sanno fare. E le corone che portano in testa sulla copertina dell’album sono tutte meritate. Hives per sempre, per sempre Hives.
SUEDE “Antidepressants” (BMG Records)
Ohhhhh ma che ci fa un disco simile in una classifica punk? Beh, il britpop è uno dei miei amori mai celati e i Suede sono uno dei gruppi di punta del genere. Ma per uno strano motivo più vanno avanti gli anni e più il loro suono si irrobustisce, come se il gruppo stesse vivendo una seconda giovinezza. Rock e post punk si fondono in una miscela davvero riuscita e scusate la blasfemia ma questo album si posiziona tranquillamente sopra tante produzioni passate. Bentornati.
SCOWL “Are We All Angels” (Dead Oceans)
Avrei potuto parlare dell’ultimo Turnstile ma scelgo un altro disco “controverso”, ovvero il secondo album dei Scowl. L’introduzione del cantato melodico rispetto al ruggito del passato ha fatto storcere il naso a molti, io invece apprezzo l’evoluzione musicale anche perché se mi cacci la melodia giusta io vado fuori di testa. Non discone, ma dentro ha molte cose buone, davvero curioso cosa riservà loro il futuro.










