Nato come progetto solista per poi diventare un gruppo a tutti gli effetti, il quartetto inglese torna a due anni dal precedente lavoro e lo fa con un album di ben 18 pezzi.
Il sodalizio con Tim Armstrong – che oltre ad averli presi sotto la sua ala protettiva li ha pure aiutati col songwriting – si sente ancora di più in questo “Crash!”, alcuni pezzi sono pure al limite del plagio e sembra di sentire certi primi Rancid, ma in fondo chissenefrega. Perché si rischia di togliere i meriti ad un gruppo che comunque ha saputo crearsi un proprio stile al di là di qualche aiutino dai piani alti.
E poi il disco fila via liscio senza troppi problemi, quindi godiamoci la musica che è davvero bella.
short review by Mike Panic




