Ale PE1994: Una delle vostre caratteristiche è quella di costruire gli album come un concept, nella fase creativa partite prima da una visione narrativa complessiva oppure dalle singole canzoni? Come é andato il processo creativo anche rispetto all’artwork di questo album?
Ale Proton Packs: Visions From The Void non ha un filo conduttore che lega tutte le canzoni, una sorta di trama come ha, ad esempio, Space Opera. Tutti i pezzi comunque affrontano temi simili, riconducibili a incubi, visioni, allucinazioni e cose del genere. Fin dall’inizio avevamo intenzione di scrivere pezzi più cupi, sia nella musica che nei testi. Quindi la scelta del “soggetto” e la stesura delle canzoni sono andati di pari passo.
Per quanto riguarda l’artwork, è stato curato – come per il precedente album Paradox – da Dario “Dr. Pepper” Maggiore. Abbiamo raccontato a Dario le tematiche del disco senza dargli alcuna linea guida e ci siamo affidati completamente alla sua ispirazione e creatività. Il risultato è stato davvero ottimo, è una copertina che ci piace molto. Vista da lontano può quasi sembrare un qualcosa di astratto, mentre da vicino si rivela un disegno ricchissimo di dettagli. Vi sfidiamo a trovare tutti i riferimenti, musicali e non, che Dario ha inserito nel suo artwork!
La fase di registrazione e mix in studio ha portato a dei risultati notevoli con un suono che è ai livelli di uscite internazionali con alle spalle etichette con budget importanti, ci raccontate come avete lavorato insieme a Simone Nati per raggiungere questi obiettivi?
Grazie mille, anche noi siamo estremamente soddisfatti del risultato finale. Collaboriamo con Simone ormai da diversi anni, anche se finora non avevamo mai registrato un album intero con lui, e dobbiamo dire che ha fatto un lavoro fantastico, sia in fase di registrazione che di mixaggio. Simone ha un background punk rock, quindi capisce bene come vogliamo che suoni un disco, ma allo stesso tempo è un profondo conoscitore di altri generi, per cui ha portato idee e contributi che da soli non avremmo assolutamente pensato. Per registrare Visions From The Void la nostra sala prove è stata trasformata in uno studio di registrazione per un paio di mesi. In questo modo abbiamo potuto fare varie sessioni di registrazione distanziate nel tempo, intervallandole con periodi di ascolto di ciò che avevamo registrato per decidere cosa andava e cosa no. E’ stato un approccio opposto a quanto avevamo sempre fatto fino ad allora ma a conti fatti siamo convinti che abbia dato ottimi frutti!

Anche in questo album avete scelto un cantante esterno per un pezzo: avete affidato a un artista incredibile come Skottie dei The Creeps I did’t get the memo, come avete scelto la canzone per lui? Com’è andata la collaborazione con Skottie e quanto il suo songwriting è un’influenza per i ProtonPacks?
Skottie è indubbiamente uno dei nostri cantanti preferiti nella scena punk rock e tutti i suoi gruppi, dai Creeps ai Visitors ai Crusades, sono stati in un modo o nell’altro un’ispirazione per noi. Dobbiamo ringraziare Andrea della I Buy Records per averci messo in contatto diretto con lui. Non appena ha acconsentito a cantare un pezzo, gli abbiamo inviato la base di I Didn’t Get The Memo, che ci sembrava avesse un ritornello perfetto per il suo modo di cantare. Quando abbiamo ascoltato per la prima volta la sua traccia di voce ci è venuta la pelle d’oca: ha fatto davvero un’interpretazione incredibile e non lo ringrazieremo mai abbastanza!
Quanto è fondamentale per voi suonare dal vivo? come vedete la situazione attuale dei live in Italia? Per la promozione di questo nuovo album come vi state muovendo?
Suonare dal vivo è l’essenza del rock’n’roll e anche per noi è essenziale, non vogliamo essere una band da studio. La situazione dei live in Italia, per quello che vediamo noi, purtroppo non è rosea: i locali che propongono musica dal vivo sono sempre meno e si trovano a dover affrontare difficoltà sempre crescenti e amministrazioni locali che, salvo rare eccezioni, non agevolano il loro lavoro. Per non parlare della situazione centri sociali, che è sotto gli occhi di tutti. Per fortuna ci sono realtà in crescita, gestite da giovani e che funzionano, come Edonè a Bergamo o la Corte dei Miracoli a Siena. Ognuna di queste è una scintilla di speranza che si accende.
Per la promozione di questo album abbiamo in programma un tour che ci accompagnerà fino all’estate e che toccherà diverse zone d’Italia e la Germania. Il tutto organizzato completamente DIY, contattando direttamente i locali e grazie all’aiuto di band e amici. A proposito: se avete un locale o semplicemente volete farci suonare nei vostri garage o giardini, scriveteci!
Immaginiamo un ragazzo che ha appena iniziato a seguire il punk rock che per caso ascolta e si innamora di “Visions from the void”, quali band o dischi gli consigliate di band attualmente attive per continuare ad addentrarsi nel sound a cui vi ispirate?
Deduciamo che il ragazzo in questione abbia apprezzato le atmosfere cupe e tormentate del nostro album… Se è davvero un neofita del punk rock, gli consigliamo di partire dagli Alkaline Trio. Se poi volesse andare a cercare qualcosa più di nicchia, gli suggeriamo di andare a spulciare nei cataloghi di etichette come Dirt Cult Records o La Vida Es Un Mus che fanno uscire parecchie band che ci piacciono come Dead Years, Schedule 1, Chain Cult, Home Front, ecc.
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